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Riciclo: miti e realtà
  04 Agosto 2010 torna all'elenco news
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Nell'ambito della problematica del riciclaggio delle materie prime utilizzate assume un'importanza fondamentale il concetto della sostenibilità. E ciò riguarda, nel caso dell'alluminio, il concetto della riutilizzazione del materiale. Perché se è vero che si tratta di un materiale virtualmente riciclabile all'infinito, lo è altrettanto il fatto che il marchio "100% di metallo riciclato contenuto" non necessariamente corrisponde ad una dichiarata superiorità ecologica. E' stato dimostrato, da uno studio dell'università americana di Yale, che il 75% dell'alluminio prodotto dal 1888 viene costantemente rilavorato per creare nuovi prodotti, segno tangibile della "durabilità" del metallo, ossia della sua possibilità di essere rilavorato e rimesso in circolo sotto forma di nuove produzioni. Tale percentuale è simile anche nel vecchio continente con punte nel settore automobilistico (oltre il 95%) ed anche in quello dell'imballaggio, che si attesta intorno al 50%. La durata media della vita dei prodotti di alluminio si attesta attorno ai trent'anni, con una vita utile che va dai sei mesi dei prodotti di consumo quali le lattine, ai dodici anni dei prodotti dell'industria automobilistica, agli oltre cinquanta di quelli delle ferrovie e del settore edilizio. A fronte di dati e considerazioni importanti come questi, emergono anche, per mere esigenze di carattere commerciale, affermazioni che potrebbero essere fuorvianti, o quanto meno assai poco pertinenti, in merito al problema della sostenibilità. Infatti le dichiarazioni relative alla quantità di metallo riciclato contenuti in questi prodotti, ed in particolare il "100% riciclato", non sempre si conciliano con una produzione sostenibile. Perché se tutti i prodotti di alluminio fossero tali, a fronte di un finto "totalmente riciclato" avremmo la necessità di aumentare artificialmente la percentuale di scarti di produzione o di andarli a cercare in località tanto remote da rendere il trasporto un onere ambientale più elevato dei vantaggi raggiunti con il recupero dello sfrido. E quindi la responsabilità ambientale di chi acquista i prodotti in imballaggi di alluminio sta nell'acquisto di un prodotto riciclato al 100 % o di un prodotto riciclabile al 100%, che non finisca il proprio ciclo di vita in poche ore o che non sia disperso nell'ambiente? Forse la risposta è nelle mani di tutti noi, produttori e consumatori che abbiamo la possibilità, ed il dovere, di rendere il circuito sempre più virtuoso, riciclando l'alluminio affinché il 75% di quello prodotto dal 1988 resti in circolo ancora a lungo.

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